Bucchero

E' una delle tecniche ceramiche più antiche, utilizzata in Sardegna fin dal periodo prenuragico (2200-2000 a. C.), come attestano i ritrovamenti nella necropoli di Anghelu Ruju ad Alghero.

 

Nel bucchero la terracotta diventa nera - anziché rossa - a causa della mancata ossigenazione in cottura. Questo fenomeno si verifica grazie al ferro contenuto nell'argilla:  in assenza di ossigeno riacquista il suo naturale colore nerastro, accentuato dall'anidride carbonica prodotta dai fumi della combustione.

 

 

CIOTTOLI E SFERE

I Ciottoli  e le Sfere  sono un omaggio alla levigata bellezza dei ciottoli di fiume.

 

Le superfici riportano frammenti di testi poetici, e alternano textures materiche a zone levigate a specchio da un lungo lavoro di stralucido. L'equilibrio compositivo si rinnova in ogni forma, ed è irripetibile. Il colore nero  è generato dalla cottura in Bucchero,  grazie al cambiamento chimico del ferro contenuto nell'argilla.

 

Realizzati in quattro diverse dimensioni, sia i Ciottoli  che le Sfere si arricchiscono di interventi con foglia d'oro o rame, e talvolta di fili metallici.

 

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LA DEA MADRE E IL TORO

Nella Sardegna nuragica la terra era venerata come madre, e rappresentata nella sua nuda opulenza o con forme sintetiche e decori stilizzati:  una dea generatrice, origine di ogni forma di vita ed elemento centrale del ciclo della natura. Statuette materne e teste taurine sono quindi gli elementi femminili e maschili che sintetizzano il ciclo vitale.

 

La dea madre e il toro, visti come la luna e il sole, ciclici e complementari,  determinavano il compiersi di tutte le forme di vita, e furono oggetto di un culto millenario.

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NUR

Nur è “costruzione cava, vaso”.

Cavità piene di contenuti simbolici sono anche queste forme essenziali,  realizzate una per una al tornio, e  incise con grafismi geometrici ispirati all'arte nuragica.  Dopo la cottura in forno a legna,  il nero assoluto delle forme viene illuminato dagli inserti in foglia d'oro.

Le due forme-base sono ispirate alla dolcezza delle linee curve della cupola o a quelle più essenziali e tese della scala d'accesso al Pozzo sacro di Santa Cristina (OR), monumento archeologico la cui particolarissima architettura ipogeica conserva ancora oggi una straordinaria forza evocativa.

Ogni Nur è completato da una sfera in vetro, che rappresenta la luna o il sole, i cui raggi ogni 18 anni e mezzo, e ad ogni equinozio, penetrano attraverso il foro della cupola e illuminano l’acqua del Pozzo, in un istante di assoluta sacralità.  In quell'attimo “ciò che è in cielo è in terra”, rendendoci testimoni di una straordinaria sapienza e del perfetto orientamento astronomico.

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BESTIARIO

Nessuna allegoria fantastica, ma la curiosità di raffigurare gli animali più familiari, e di trasferire nella ceramica di piccolo formato le figure che popolano il nostro immaginario

 

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FRAMMENTI

“Frammenti” è una linea dai contorni sfrangiati e irregolari,  che unisce frammenti di sfoglia in un nuovo intero.

 

Le textures si affiancano e compongono superfici incise o scritte,  materiche o levigate,  nell'alternarsi di colori smaglianti o opacità terrose.

 

Una linea moderna e informale, che ricorda la rottura dei piatti ai piedi degli sposi, il rito che le madri officiano in Sardegna nel giorno del matrimonio per benedire il futuro della coppia.

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